Abbiamo un paese di parole. Parla! Parla! E conosceremo la fine di questo viaggio.
(Mahmud Darwish, Viaggiamo come gli altri, trad. S.Moresi)

Le attività di Spazio17 non sono ancora ripartite in presenza, perché riteniamo che, contrariamente a quanto riferito dai governi, la pandemia non sia affatto sotto controllo anzi, le notizie che ci arrivano dai compagni e dalle compagne dall’America Latina agli Stati Uniti sono tutt’altro che confortanti e mostrano un peggioramento a livello globale: ci sono molti più infetti e uccisi da Covid-19 di quanto ammettano i numeri ufficiali. E’ evidente che i governi vogliono nascondere la loro totale incapacità di affrontare la pandemia e preservare la vita dei lavoratori così come è evidente che la necessità di non fermare l’economia per salvaguardare i loro profitti porta i governi a giustificare in ogni modo possibile la fine delle quarantene parziali in tutto il mondo.
Quello a cui stiamo assistendo è un vero e proprio genocidio che colpisce brutalmente i più poveri, i lavoratori, i neri, gli immigrati perché se è vero che la pandemia colpisce tutti i settori è innegabile che ciò non avviene allo stesso modo: sono i poveri che sono maggiormente esposti, che non hanno cure mediche garantite, che non hanno salari o case che rendono possibile la quarantena.

Finora non esistono rimedi o vaccini sicuri per Covid-19. Nonostante le esperienze di altri coronavirus (Sars nel 2002, Mers nel 2012) non sono stati fatti investimenti nella ricerca poiché questo non era redditizio per le grandi aziende farmaceutiche. Sebbene ora abbiano accelerato le ricerche non ci sarà vaccino a breve termine e non esiste un trattamento sicuro: di fatto l’umanità rimane indifesa dopo mesi e mesi dall’inizio della pandemia più grave della storia recente.

In questi mesi abbiamo moltiplicato l’uso di strumenti tecnologici che ci hanno consentito di rimanere in contatto con chi frequenta abitualmente il nostro spazio, ci hanno addirittura mostrato strade finora inesplorate che hanno fatto conoscere l’esperienza di Spazio17 in Italia e in altri Paesi. Abbiamo condiviso con centinaia di proletari la nostra preoccupazione per le crisi sanitaria, economica e climatica in corso e riteniamo concreta la possibilità che stiamo entrando in una nuova situazione mondiale, con una forte polarizzazione della lotta di classe, che può portare a rivoluzioni e controrivoluzioni.

Contrariamente alla scelta dei governi del mondo che, a causa delle pressioni padronali, hanno persino abbandonato le quarantene parziali,  la nostra decisione, estremamente sofferta, di non alzare ancora la saracinesca nel quartiere Madonnella è finalizzata a non esporre attivisti e lavoratori al rischio di contagio.

Il rinvio dell’apertura di Spazio17 però non significa che le attività siano sospese anzi, continueremo senza interruzioni a supportare e organizzare le lotte e a spiegare con pazienza che qualsiasi reale cambiamento può venire solo se sono i lavoratori a trainare dietro di sé gli altri settori maggiormente colpiti dalla crisi.
E’ con i lavoratori che noi vogliamo costruire, nelle fabbriche e nelle piazze, quell’opposizione di classe che sola può porre le basi per un reale cambiamento.

Stiamo iniziando un nuovo momento storico, segnato dalla pandemia, dalla crisi economica e da nuovi scontri tra rivoluzione e controrivoluzione nel mondo e per questo motivo abbiamo avviato la campagna “We can’t breathe” simbolicamente rappresentata dalla maglietta ideata e realizzata dalla compagna Andrea Cangiani il cui primo lotto è andato già esaurito in una settimana. Nei prossimi giorni ne stamperemo altre così potremo continuare a sostenere i compagni e le compagne in lotta e invitiamo tutti e tutte coloro che hanno contribuito con l’acquisto della maglietta ad inviarci le foto!

“Ogni rivoluzione è impossibile finché non diventa inevitabile”. Leon Trotsky