Assemblea Autoconvocata a Spazio17: vogliamo ancora casa, lavoro, reddito e vita dignitosa!

Esattamente un anno fa dopo lo sgombero del Ferrhotel, con altre organizzazioni tra cui sindacati, collettivi e associazioni, lanciammo un appello per denunciare che nella ricca città di Bari viene negato il diritto alla residenza a dei cittadini senza casa e per sensibilizzare e coinvolgere in una lotta comune attivisti e realtà da anni impegnate in un importante e difficile lavoro di solidarietà e di accoglienza nei confronti degli immigrati.
Da questa chiamata collettiva nacque l’Assemblea Autoconvocata Bari (AAB) che partendo dalla prioritaria rivendicazione del diritto alla casa ed alla residenza ha provato a costruire un percorso unitario che non sia solo di solidarietà e di sostegno delle classi subalterne ma che, contemporaneamente, realizzi una piattaforma di lotta per l’emancipazione degli strati oppressi ed emarginati della città di Bari.
E’ passato un anno, è cambiato il governo e quanto scrivevamo allora sta trovando, qualora ce ne fosse bisogno, ulteriore conferma oggi: «non esiste una differenza sostanziale e di principio tra “Minniti e il suo mondo” da una parte e la “banda Salvini” dall’altra».
Ad amministrare la nostra città c’è ancora Antonio Decaro, presidente Anci nonchè interprete perfetto di governi e amministrazioni locali al servizio di quel sistema capitalista che per arginare le sue crisi massacra le classi subalterne, distrugge famiglie e perseguita i poveri.
Il sindaco, sostenitore di Minniti, da sempre promotore dell’ideologia del decoro nonché alfiere della lotta al degrado a colpi di cemento, controllo sociale e ordinanze giunto al suo secondo mandato sta intensificando quell’operazione di «lifting» della città che botulino su botulino sfoggia cartoline d’autore che per essere «vendute» devono nascondere bene tutti i disagi e le situazioni disastrose che imperversano nei quartieri popolari.
Nel quartiere Libertà, ad esempio, mentre si lustra un isolato per lo spot pubblicitario, assistiamo quotidianamente allo sfratto di intere famiglie morose italiane e non, colpevoli solo di non poter pagare un canone, di essere quindi poveri.
In tutta la città centinaia di famiglie baresi senza un reddito o con al massimo un occupato, con figli a carico (a cui contemporaneamente viene tolto il tempo pieno nelle scuole) e magari anche disabili, vedono togliersi i sussidi e sono costrette a cadere nella morosità.
Non è mutata la condizione degli occupanti dell’ Ex Socrate, persone che da anni si sono integrate nel tessuto sociale barese, lavoratori e lavoratrici che hanno dato la dignità di una casa ad un immobile abbandonato da tempo ma che ancora, nonostante un protocollo d’intesa con il comune, non vedono una soluzione stabile alla loro situazione.
Alla luce di tutto ciò, come abbiamo fatto un anno fa, proponiamo la creazione di un’assemblea permanente che sia un momento di discussione politica e di ricerca di soluzioni pratiche per le questioni sociali in città e invitiamo alla partecipazione chiunque sia ancora «capace di sentire nel più profondo qualunque ingiustizia commessa contro chiunque in qualunque parte del mondo».
Ci vediamo venerdì 6 marzo alle ore 20 a Spazio17 in via Michelangelo Signorile,10/a a Madonnella.

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